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2020, c'è traffico sulla Luna |
Roma - Nell'anno 2020, se l'umanità schiava delle tecnologie elettroniche non soccomberà prima,
alle secolari osservazioni della desolata tranquillità dei crateri
lunari si sostituirà una sorta di voyeurismo involontario. Quella
desolata tranquillità sparirà nell'affollarsi di nazioni ed equipaggi,
tutti ora concordi nel dire che sì, per il 2020 sulla Luna ci si va tutti, con vascelli stellari, tute spaziali o scocche di metallo monomolecolare poco importa.
Che
gli USA e la NASA pianifichino da tempi di metter su casa sul
dirimpettaio più prossimo della Terra è un fatto già noto, e per non
essere da meno il Giappone pare sia intenzionato a mandare propri
rappresentanti in concomitanza con l'equipaggio a stelle e strisce.
Tenendo fede alla tradizione robotica del paese, gli emissari del Sol Levante non saranno umani bensì robot antropomorfi pienamente funzionali.
Questo almeno è uno degli obiettivi previsti dallo Strategic Headquarters for Space Development
(SHSD), organo facente capo direttamente al governo e che ha appunto
come obiettivo l'avanzamento tecnologico dell'esplorazione spaziale
dello stato asiatico. Dopo i satelliti iper-sensibili i robot sulla luna rappresentano
"un importante obiettivo" per la strategia spaziale giapponese, con il
passo successivo che prevede il lancio di missioni miste uomo-robot.
Il Giappone si aggiunge alla già folta schiera
di nazioni che hanno "sparato" la notizia dell'invio, sempre prevista
per la fatidica data del 2020, di equipaggi variamente assortiti sulla
Luna. Anche i russi, già impegnati a bordo della stazione spaziale
internazionale ISS, progettano allunaggi con la nuova generazione di navicelle-vettore Prospective Piloted Transport System (PPTS).
Progettata per sostituire la veneranda e claustrofobica (per chi l'ha vista da molto vicino) Soyuz, PPTS dovrebbe entrare in attività proprio intorno al "magico" anno 2020 e sarà in grado di ospitare sei astronauti e 500 chilogrammi di cargo,
mentre nella versione "lunare" il numero di ospiti scenderà a 4 e il
carico a 100 kg. PPTS potrà essere infine riutilizzata per ben 10 volte
su un arco temporale di 15 anni, in maniera speculare a quanto
prevedono di fare gli americani con la capsula Orion. Fonte: Punto-Informatico
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