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Roma - In un certo senso, l'uscita di scena di Bill Gates è stata un
vantaggio: ha permesso a tutti di crescere, di emanciparsi, di fare
delle scelte che fino a pochi mesi fa non sarebbero state possibili.
Steve Ballmer, CEO di Microsoft, è contento di come stiano andando le
cose: Windows 7 è in lavorazione, Windows Mobile 6.5 è in dirittura
d'arrivo e poi ci sono molti altri settori in cui la sua azienda è
impegnata. Uno di questi, non si può negarlo, è la ricerca su web,
secondo Ballmer il vero punto cardine di un business basato sulla Rete:
per questo occorre ancora, nonostante tutto, pensare a un accordo con Yahoo!.
Il CEO l'ha spiegato
in maniera diffusa durante la sua apparizione a New York ad una
conferenza per addetti ai lavori: "Che vada o meno in porto una
partnership con Yahoo!, noi pensiamo ad innovare... Tutto questo non
riguarda la tecnologia di Yahoo!: tutto questo riguarda il volume
complessivo (di utenti dopo la partnership, ndr), perché puoi
migliorare il tuo prodotto più in fretta se hai più utenti". Si tratta
di un circolo virtuoso, secondo Ballmer: più utenti significa più dati da elaborare
per rendere il prodotto più efficiente ed efficace, più efficacia vuol
dire annunci testuali più attinenti al contenuto, più utenti significa
anche più annunci mostrati. Tutto questo assieme significa più
investitori pubblicitari, e quindi più profitti.
La questione ruota attorno a questo punto: incrementare la propria fetta di mercato,
in un modo o nell'altro, e la partership o l'acquisizione di Yahoo!
aiuterebbe a fare un balzo da sotto il 10 per cento del traffico USA a
una quota vicina al 30. Sempre meno di Google, che da sola si assicura
oltre il 66 per cento del Nordamerica, ma un buon punto di partenza:
"In questo contesto - ha proseguito - perseguiremo la stessa strategia
in ogni caso, con o senza Yahoo!. In ogni caso sono sicuro che quando
sarà il momento avremo un'occasione per sederci attorno a un tavolo e
parlare". Quanto ai colloqui effettivamente avviati, Ballmer rivela
quale sia la verità: "Ho parlato con Carol (Bartz, CEO di Yahoo ndr)
brevemente, solo al telefono. La conosco da anni, è una persona franca
e amichevole, e quando sarà pronta sono sicuro che potremo discutere al
riguardo. Se poi ci sarà un accordo oppure no, chi può dirlo?". Per il
CEO di BigM i vantaggi economici sarebbero indubbi per entrambe le società,
ma occorrerà vedere cosa ne pensa la controparte: "Lo pensavo anche lo
scorso anno - ha aggiunto Ballmer, ironico - ma a Yahoo! non erano
d'accordo su questo punto".
Quali siano le strategie di Redmond anche senza un accordo con Sunnyvale, d'altronde, è cosa ormai quasi nota: c'è Kumo in lavorazione, e lo stesso fatto che Ballmer in parte smentisca che quello sarà il nome del nuovo motore di ricerca di Microsoft lascia aperta
la possibilità che quello che doveva essere un nome provvisorio possa
diventare definitivo. In ogni caso "C'è ancora molto da innovare nel
search - ha precisato Ballmer - Se saremo noi a farlo o sarà Google, è
tutto da vedere".
In ogni caso, per il CEO dell'azienda che insegue da anni BigG sul terreno del web, la partita non è chiusa:
"Il search non è poi cambiato molto negli ultimi 10 anni: il look delle
pagine non è cambiato in modo significativo, le tecnologie che
interpretano il linguaggio naturale non sono state applicate per
captare il reale intento degli utenti". In questo Microsoft vede una
possibilità, un'occasione: "Guardiamo a tutto questo e pensiamo che ci
sia molto da fare, un buon modello di business da implementare: c'è
molto da innovare in questo campo".
Come detto, quello del
search non è l'unico dei settori in cui Microsoft è impegnata: c'è
anche l'elettronica di consumo, dove BigM ha scelto di competere in
modo diverso in settori differenti. In quello dei player MP3 portatili
ha preferito una soluzione realizzata in proprio, Zune che, sebbene non abbia brillato, Ballmer conferma continuerà a venire sviluppata. E poi ci sono gli smartphone, dove invece Microsoft è alleata con molti produttori a cui fornisce Windows Mobile: in questo caso, sostiene il CEO, il vantaggio strategico ce l'ha la sua azienda e non Apple. Tanto è vero che, ribadisce, a casa sua (come in quella di Bill) dispositivi di quella azienda non hanno motivo di entrare.
Guardando
al futuro, e alle sfide che verranno, Ballmer conserva comunque
l'ottimismo: la partenza di Gates, come detto, ha cambiato molte cose a
Redmond, e pare in positivo. "Ci sono molte persone che si stanno
facendo avanti e stanno crescendo in modo nuovo - ha spiegato - Anche
io sto crescendo in modo nuovo. Alcuni dei senior del reparto tecnico
stanno crescendo in modo nuovo": e il primo esempio di queste novità dovrebbe essere Windows 7,
che Steve definisce "Un gran bel lavoro, portato a termine da un team
indipendente da Bill (Gates, ndr) e dalla sua leadership. E siamo tutti
molto contenti per questo: dobbiamo ancora finirlo, ma è senz'altro una
gran cosa".
Ballmer lascia intendere che Gates abbia da sempre condizionato,
non necessariamente in positivo, le scelte tecniche di Microsoft: "Il
modo in cui noi tre (Ballmer, Ray Ozzie e Craig Mundie, ndr) gestiamo
le faccende relative alla guida tecnologica sono senz'altro differenti
dal modo in cui le gestiva Bill". In ogni caso, conclude, Bill Gates
manca a tutti e tutti lo rivorrebbero indietro, se possibile: "D'altra
parte - conclude - Bill sta facendo qualcosa di importante per tutti
adesso, e poi ritengo che tutti (i dipendenti Microsoft, ndr)
apprezzino l'opportunità di crescere e assumersi maggiori
responsabilità".
Luca Annunziata fonte: Punto Informatico
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