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Roma - La Commissione Europea ha divulgato il rapporto
con cui viene annualmente analizzato lo sviluppo della banda larga in
Europa. Per il 2009 si registra innanzitutto un lieve calo nella
crescita verso la digitalizzazione del Vecchio Continente, comunque
giustificata dalle situazioni contingenti alla crisi.
La
situazione fotografata vede, a luglio 2009, il 24 per cento della
popolazione UE possedere una connessione di banda larga, facendo così
registrare una crescita del 21,6 per cento rispetto al 2008 con un
totale di 11,5 milioni di nuove linee attivate dal luglio 2008.
Di
queste, l'80 per cento ha una velocità di download di 2 megabit al
secondo (Mbps), che significa un aumento della media pari al 5 per
cento.
La Commissione Europea ritiene la diffusione della banda larga un indice
fondamentale di sviluppo delle ICT. Per questo, la commissaria europea
delle telecomunicazioni Viviane Reding ha ribadito nell'occasione
l'importanza dei progetti di incentivazione delle connessioni ad alta
velocità, settore strategico per lo sviluppo di un'economia europea che,
come già avevano affermato le istituzioni nel corso dela Consiglio
Europeo di Lisbona del 2001, sarebbe dovuta essere basata
sull'innovazione e sulla conoscienza.
"Internet a banda larga di
nuova generazione, con reti a fibre ottiche o senza fili - ha affermato
la Reding - è un presupposto essenziale per l'affermarsi di una
economia digitale forte in Europa e per garantire la supremazia europea
nelle nuove tecnologie e applicazioni. Mercato unico e concorrenziale
delle telecomunicazioni costituiscono una priorità strategica
dell'agenda europea del digitale che la Commissione sta attualmente
preparando". Il rapporto fotografa anche la situazione dei
singoli paesi, fornendo statistiche da confrontare. A registrare un
livello di crescita della banda larga superiore a quello degli Stati
Uniti (secondo le statistice dell'OCSE al 25,8 per cento) Danimarca
(37,4 per cento), Paesi Bassi (37,9), Svezia (32,5), Finlandia (30,5),
Lussemburgo (31,2), Regno Unito (28,4), Francia (27,7), Germania e
Belgio (27,5).
A fare un balzo avanti nel 2009 rispetto all'anno
precedente sono Lussembrugo (+18,3 per cento) e Portogallo (+11,7),
mentre per l'italia la crescita è rallentata di circa lo 0,5 per ento
(passata da un tasso di crescita annuo del 4,7 per cento nel 2007
rispetto al 2006, al 3,6 del 2008 al quasi 3,2 del 2009).
Complessivamente il paese è fermo al 19,8 per cento (dati
sostanzialmente simili a quelli forniti dall'OECD che la fotografava a dicembre
2008 al 19,2) diciasettesima nella classifica europea, appena sopra la
Lituania (18,2) e con dietro altri nove paesi, con Bulgaria, Romania e
Polonia a fare da fanalino di coda.
Per quanto riguarda invece
la banda larga mobile, si nota un aumento del 54 per cento da gennaio
per i paesi europei (tasso di penetrazione 4,2 per cento). Proprio in
questo settore l'Italia sembra essere campione: le chiavette offerte
dagli operatori telefonici registrano un 4,7 per cento di penetrazione,
piazzando il Belpaese al settimo posto (sopra la media europea), e in
cifre assolute (oltre 30 milioni di apparecchi per la connessione
mobile) cede lo scettro solo alla Polonia.
L'Italia inoltre anche
se le istituzioni non sembrano perseguire con decisione questa strada nel futuro prossimo, a
differenza di altri Paesi europei che sembrano avere una politica
più chiara, ha comunque registrato quasi un milione e 200mila nuove
linee DSL, grazie soprattutto all'arrivo sul mercato di nuovi operatori a
far concorrenza a quelli tradizionali. Fonte: Punto-Informatico
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